sindaco Camillo D'Angelo
Un piccolo Comune vende benzina fino a 25 centesimi in meno al litro. Il caso di Valle Castellana riapre il dibattito sul caro carburanti e sulle scelte della politica nazionale
C’è una storia che arriva da un piccolo Comune del Teramano e che, proprio per le sue dimensioni, dovrebbe far riflettere l’intera politica nazionale.
A Valle Castellana, Comune di poco più di mille abitanti distribuiti in 47 frazioni, il distributore comunale vende il carburante anche 25 centesimi al litro sotto la media. Non si tratta, però, di un’attività pensata per produrre profitti per le casse pubbliche.
Il Comune ha scelto di azzerare il margine di guadagno, puntando esclusivamente alla copertura delle spese. Una scelta raccontata dal sindaco Camillo D’Angelo ad ANSA attraverso un principio semplice: gestione attenta, acquisti programmati e nessuna ricerca di profitto.
La domanda che il caso pone alla politica nazionale
Per il Movimento Noi Forconi, la vicenda non può essere considerata soltanto una curiosità amministrativa. È soprattutto un esempio concreto di ciò che potrebbe accadere quando il prezzo di un servizio essenziale viene affrontato mettendo al centro il cittadino.
Mentre milioni di italiani fanno i conti con il costo del pieno, un piccolo Comune ha scelto una strada diversa: acquistare il carburante con attenzione, monitorare le quotazioni e rinunciare al margine di guadagno. Il risultato è un prezzo più basso. E allora la domanda diventa inevitabile: perché una soluzione del genere viene sperimentata da un piccolo Comune e non diventa una priorità della politica nazionale?
Benzina oltre i 2 euro, il conto lo pagano gli italiani
I numeri raccontano una situazione pesante. Secondo i dati riportati da ANSA, il 27 agosto 2025 la benzina costava mediamente 1,696 euro al litro. Un anno dopo il prezzo è arrivato a 2,016 euro, con un aumento di circa 32 centesimi al litro. Ancora più pesante il dato relativo al gasolio: da 1,622 euro al litro si è passati a 2,134 euro, con un incremento superiore ai 50 centesimi.
Tradotto nella vita quotidiana significa una cosa molto semplice: lavorare, spostarsi, accompagnare i figli, raggiungere un ospedale, andare a fare la spesa o utilizzare un mezzo per lavorare costa sempre di più. Il carburante non è un bene secondario. Per milioni di famiglie è una spesa necessaria.
Per autotrasportatori, artigiani, commercianti, agricoltori e lavoratori pendolari rappresenta invece una componente diretta dei costi di attività.
Il Governo interviene, ma il problema resta
La politica nazionale ha adottato misure sulle accise e interventi temporanei per cercare di contenere l’impatto dei prezzi. Ma il problema rimane.
ANSA ha calcolato, sulla base dei prezzi del 27 agosto, una maggiore spesa complessiva di circa 429 milioni di euro per il contro esodo, considerando 25 milioni di vetture e l’ipotesi di un pieno per ciascun veicolo. Sono numeri che fotografano un problema strutturale.
Il Movimento Noi Forconi ritiene che non sia sufficiente intervenire ogni volta che il prezzo esplode con misure emergenziali.
Occorre una strategia di lungo periodo e una politica energetica capace di tutelare il potere d’acquisto. Il carburante, inoltre, non può essere considerato soltanto una voce fiscale, perché rappresenta un elemento fondamentale dell’economia reale.
«Azzerato il margine»: la lezione che arriva da Valle Castellana, benzina prezzi più bassi d’Italia
Il caso del distributore comunale diventa quindi emblematico. Il Comune di Valle Castellana ha acquistato nel 2019 un impianto destinato alla chiusura. La stazione è entrata in funzione nel 2022 e oggi funziona in modalità self service. Il Comune non punta a guadagnare sul carburante.
I pochi centesimi aggiunti al prezzo di acquisto servono a coprire manutenzione, utenze elettriche, videosorveglianza e altri costi di gestione. La strategia prevede anche di anticipare gli acquisti quando si prevedono aumenti delle quotazioni, così da poter mantenere prezzi più bassi anche nelle fasi di crescita del mercato.
È una gestione definita dal sindaco come quella di un «buon padre di famiglia». Ed è proprio questa espressione che dovrebbe far riflettere la politica.
Noi Forconi: «Il cittadino non può essere sempre l’ultimo della fila»
Il Movimento Noi Forconi guarda a questa esperienza come a un possibile punto di partenza per una discussione più ampia. Non si tratta di sostenere che ogni Comune debba necessariamente diventare proprietario di un distributore. Si tratta di chiedersi se lo Stato possa e debba fare di più per ridurre il peso del carburante sull’economia reale.
Perché quando aumenta la benzina non cresce soltanto il costo del pieno. Il rincaro si trasferisce sui trasporti, incide sul prezzo delle merci e pesa sui bilanci delle imprese. Alla fine, a sostenere il costo degli aumenti sono ancora una volta le famiglie e i lavoratori. E alla fine il conto arriva sempre alle famiglie.
La politica ascolti chi vive l’economia reale: benzina con prezzi più bassi d’Italia
Il caso di Valle Castellana dimostra che, almeno in determinate condizioni, una gestione orientata alla copertura dei costi può consentire di offrire un servizio a prezzi inferiori rispetto alla media. È un’esperienza locale, con caratteristiche specifiche e quindi non automaticamente replicabile ovunque. Ma il suo valore politico è evidente.
Se un piccolo Comune può mettere al centro il cittadino, la politica nazionale deve spiegare perché non riesce a fare altrettanto su una questione che riguarda milioni di italiani.
Il Movimento Noi Forconi chiede quindi che il caro carburanti torni al centro dell’agenda politica, non con interventi spot destinati a esaurirsi dopo pochi giorni, ma con una strategia capace di incidere realmente sui prezzi. Perché la benzina non è un lusso. È il carburante dell’Italia che lavora.
E quando il prezzo del pieno diventa un ostacolo per lavorare, produrre e vivere, non è più soltanto un problema economico: diventa una questione sociale e politica.
Continua a seguire il Movimento Noi Forconi – Italia Libera. Informarsi, partecipare e far sentire la propria voce significa non restare indifferenti davanti ai problemi del territorio.
