Agricoltori in protesta in Calabria, trattori in strada contro il caro gasolio: sabato manifestazione nazionale a Cosenza
CALABRIA. La protesta degli agricoltori continua e si prepara a vivere un nuovo momento di mobilitazione. Il caro carburanti ha portato trattori, autotrasportatori e altri operatori economici nelle strade e nelle piazze della regione, con presidi organizzati in diversi territori e richieste rivolte alle istituzioni.
La manifestazione non riguarda soltanto il prezzo del gasolio. Gli agricoltori denunciano una situazione nella quale le spese per mandare avanti le aziende continuano a pesare sui bilanci, mentre il ricavato della vendita dei prodotti, secondo le loro rivendicazioni, non sempre permette di coprire i costi sostenuti.
La mobilitazione, denominata L’Italia scende in piazza, è partita il 28 settembre e ha coinvolto diverse aree della Calabria. L’iniziativa ha riunito agricoltori, allevatori, autotrasportatori e cittadini, con l’obiettivo di portare all’attenzione pubblica problemi che interessano non soltanto chi lavora direttamente nei campi, ma anche altri settori produttivi.
Il prossimo appuntamento centrale è fissato per sabato 10 ottobre a Cosenza, dove il Movimento Popolare Nazionale ha annunciato una manifestazione nazionale alle ore 11 in piazza Loreto.
Da Rosarno a San Marco Argentano, i presidi continuano
La protesta ha attraversato diversi territori calabresi, con iniziative e presidi organizzati lungo strade e snodi importanti per la circolazione. Tra le località interessate figurano Rosarno, Pizzo, Lamezia Terme, Crotone, Firmo-Sibari e Cariati, oltre ad altri centri della regione.
Il movimento ha puntato sulla presenza dei mezzi agricoli per rendere visibili le difficoltà del comparto. I trattori sulle strade rappresentano il segnale di una categoria che chiede di essere ascoltata e che vuole portare il confronto fuori dagli uffici, coinvolgendo anche le comunità locali.
Uno dei momenti più significativi si è registrato l’8 ottobre a San Marco Argentano, nel Cosentino. Alla rotonda dello Scalo si sono radunati circa cinquanta trattori e oltre duecento agricoltori, secondo quanto riferito dall’Ansa. Al presidio hanno partecipato anche autotrasportatori, amministratori locali e cittadini provenienti dai comuni della Valle dell’Esaro.
Durante la manifestazione alcuni partecipanti hanno versato latte sull’asfalto per denunciare il peso dei costi produttivi e di trasporto. Un gesto simbolico che richiama l’attenzione sulle difficoltà della filiera e sulla necessità , secondo i manifestanti, di garantire condizioni economiche più sostenibili a chi produce.
La scelta di San Marco Argentano non è casuale: la rotonda dello Scalo costituisce un punto di collegamento tra l’area industriale della Valle dell’Esaro e l’autostrada A2. La presenza dei trattori ha così portato la protesta in uno snodo strategico, rendendola visibile anche agli automobilisti in transito.
Il caro gasolio pesa su lavorazioni e raccolti
Il carburante rappresenta una delle spese che incidono maggiormente sull’attività quotidiana delle aziende agricole. Il gasolio serve per preparare i terreni, utilizzare i trattori, effettuare le lavorazioni, raccogliere i prodotti e movimentare le merci.
Un aumento del prezzo si ripercuote quindi su diverse fasi della produzione. Per le aziende non è sempre possibile ridurre il consumo: rinviare una lavorazione o rallentare un’attività può comportare conseguenze sul raccolto e sulla qualità del prodotto.
Al costo del carburante si aggiungono le spese per fertilizzanti, sementi, energia, manutenzione dei mezzi e trasporti. Una somma di voci che, secondo gli agricoltori, rende sempre più difficile programmare gli investimenti e affrontare le stagioni produttive con margini sufficienti.
La protesta coinvolge anche gli autotrasportatori, che devono fare i conti con il costo del carburante per spostare merci e prodotti. Le difficoltà dei due comparti sono collegate: l’agricoltura ha bisogno del trasporto per raggiungere i mercati, mentre il settore logistico dipende dall’attività delle imprese che producono e commercializzano beni.
Il rischio denunciato dai manifestanti è che l’aumento dei costi finisca per comprimere ulteriormente la redditività delle aziende, con conseguenze sul lavoro e sull’economia dei territori.
Prezzi alla produzione e importazioni, le altre richieste
Tra i temi della mobilitazione c’è il rapporto tra il prezzo riconosciuto agli agricoltori e quello pagato dai consumatori. I produttori chiedono condizioni che consentano di coprire le spese e ottenere un reddito adeguato, senza scaricare ogni aumento dei costi sulle imprese agricole.
Il prezzo finale di un alimento comprende anche lavorazione, conservazione, trasporto e distribuzione. Proprio per questo gli agricoltori chiedono un confronto sull’intera filiera, affinché il valore generato arrivi in modo più equilibrato a chi sostiene i costi della produzione.
Un altro punto riguarda la concorrenza delle merci provenienti dall’estero. Gli organizzatori della protesta chiedono maggiori garanzie sui controlli e sulle condizioni di accesso al mercato per i prodotti importati, richiamando l’attenzione sulle differenze tra le regole applicate ai produttori italiani e quelle previste in altri Paesi.
Tra le rivendicazioni figura anche il problema dei danni provocati dalla fauna selvatica alle coltivazioni. Per alcune aziende, le perdite dei raccolti si aggiungono ai rincari e possono compromettere ulteriormente il risultato economico della stagione.
Sono questioni diverse, ma legate alla stessa preoccupazione: poter continuare a produrre senza che le spese e gli imprevisti rendano insostenibile l’attività .
La Regione annuncia risorse, ma il confronto resta aperto
Nel dibattito è entrato anche l’annuncio del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, relativo a uno stanziamento di 15 milioni di euro per affrontare l’emergenza del caro carburante.
La disponibilità delle risorse non ha però fermato la mobilitazione. Il Movimento Popolare Nazionale ha giudicato insufficiente la misura rispetto alle difficoltà denunciate dal comparto, sostenendo che il problema richieda interventi più ampi e capaci di incidere concretamente sui costi aziendali.
Resta da chiarire come le risorse saranno distribuite, quali imprese potranno accedere agli aiuti e in quali tempi. Per gli agricoltori, la questione non riguarda soltanto un sostegno immediato, ma anche la possibilità di pianificare le attività senza dover affrontare continui aumenti delle spese.
Il confronto coinvolge anche il governo nazionale, chiamato a valutare le richieste relative ai carburanti, alla filiera agroalimentare e alla tutela delle produzioni italiane.
Sabato 10 ottobre la manifestazione nazionale a Cosenza
La mobilitazione arriverà sabato 10 ottobre a Cosenza. L’appuntamento è fissato alle ore 11 in piazza Loreto, dove il Movimento Popolare Nazionale ha annunciato una manifestazione nazionale con la partecipazione attesa di delegazioni provenienti da diverse regioni.
L’obiettivo è allargare il confronto alle difficoltà di agricoltori, lavoratori, autotrasportatori e cittadini. Il caro carburante rimane al centro della protesta, ma gli organizzatori intendono richiamare l’attenzione anche sull’aumento generale del costo della vita e sulle condizioni economiche delle imprese.
La giornata di sabato rappresenta un passaggio importante per una mobilitazione che, iniziata con presidi locali, punta ora a ottenere risposte più ampie. Resta da vedere quali sviluppi seguiranno all’iniziativa e se il confronto con le istituzioni porterà a misure concrete.
Per il mondo agricolo calabrese, il punto resta la sostenibilità del lavoro: produrre, raccogliere e vendere senza che il costo delle attività assorba una parte sempre maggiore dei ricavi. Una questione che riguarda le aziende, ma anche i territori e la tenuta della filiera alimentare.
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