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Ipovedente e con gravi difficoltà motorie, l’anziana deve lasciare la casa dopo una sentenza del Tribunale di Larino. Il caso solleva interrogativi sul ruolo delle istituzioni e sulla tutela dei più fragili
L’ultima notte di Paola: una storia che ferisce la coscienza collettiva a Montenero di Bisaccia
A Montenero di Bisaccia il 4 maggio 2026 resterà una data incisa nella memoria di Paola Basso, 85 anni, quasi cieca e con gravi difficoltà motorie. È il giorno in cui, per ordine del Tribunale di Larino, deve lasciare l’abitazione in cui ha vissuto per anni. A chiederne lo sfratto non è un estraneo, ma il figlio insieme alla nuora, proprietari dell’immobile. Una frattura familiare che si è trasformata in un caso nazionale, approdato anche alle telecamere de La Vita in Diretta su Rai Uno.
La vicenda nasce da un nodo giuridico: l’assenza di un contratto di locazione registrato. In mancanza di un titolo valido, i giudici hanno qualificato l’anziana come occupante abusiva, disponendo il rilascio dell’appartamento. Una definizione che, pur corretta sul piano tecnico, stride con la realtà umana di una donna fragile, sola e priva di una rete familiare che la protegga.
Le riprese Rai mostrano Paola che, con voce rotta ma determinata, denuncia che lo sfratto arriva proprio da figlio e nuora.
Il ruolo delle istituzioni: tra burocrazia e ritardi
Accanto al dramma familiare, emerge un secondo fronte: la gestione dell’emergenza da parte del Comune di Montenero di Bisaccia. L’avvocato Rolando Santagata, che assiste l’anziana, denuncia un approccio burocratico e poco tempestivo. Per una persona ipovedente, con mobilità ridotta e senza alternative, trovare una nuova sistemazione non è solo difficile: è impossibile senza un intervento diretto dei servizi sociali.
La domanda che molti si pongono è semplice: com’è possibile che una donna di 85 anni rischi di finire in strada. È inaccettabile che le istituzioni non intervengano con una soluzione immediata e protetta per una persona così fragile. Il caso di Paola evidenzia una falla strutturale, cioè l’assenza di protocolli rapidi per gli sfratti che coinvolgono soggetti vulnerabili in tutto il Paese.
Una questione di dignità: il caso di Paola a Montenero di Bisaccia
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/dentrolanotizia20252026/anziana-rischia-lo-sfratto-dal-figlio-mi-mandano-via-sono-cieca_F314098101173C09
La storia di Paola non è solo una disputa privatistica. È un tema di dignità, di giustizia sociale, di tutela dei più deboli. E richiama con forza uno dei punti centrali del programma del Movimento Noi Forconi Italia Libera, che denuncia l’abbandono crescente degli anziani fragili. Il movimento evidenzia anche la debolezza delle reti sociali e la necessità di un welfare realmente vicino alle persone più vulnerabili. Quando la legge tutela il diritto di proprietà ma non garantisce un tetto a chi non può difendersi, l’intera comunità è chiamata a riflettere.
Non si tratta di mettere in discussione una sentenza, ma di chiedere interventi immediati e concreti da parte delle istituzioni.Servono soluzioni abitative protette, assistenza domiciliare e percorsi personalizzati prima che sia troppo tardi. E richiama con forza uno dei punti centrali del programma del Movimento Noi Forconi Italia Libera, che denuncia l’abbandono degli anziani fragili.
Il movimento evidenzia da tempo come molte persone sole restino senza protezione reale nei momenti più critici della vita. Questa vicenda mostra chiaramente quanto la fragilità delle reti sociali renda impossibile affrontare emergenze improvvise senza un supporto istituzionale adeguato.
E richiama uno dei punti centrali del programma del Movimento Noi Forconi Italia Libera, che denuncia l’abbandono degli anziani fragili. Il movimento segnala da tempo la debolezza delle reti sociali e la crescente solitudine dei più vulnerabili.
Questa vicenda mostra quanto sia urgente un welfare capace di intervenire prima che il disagio diventi emergenza. Quando la legge tutela la proprietà ma non garantisce un tetto ai fragili, la comunità deve riflettere seriamente. Non basta applicare le norme: serve un sistema vicino, rapido e realmente attento alla vulnerabilità.
sentenza, ma di chiedere interventi immediati con soluzioni protette, assistenza domiciliare e percorsi personalizzati.. La sentenza anche se non condivisibile, chiediamo interventi immediati con soluzioni protette, assistenza domiciliare e percorsi personalizzati. Paola non dovrebbe vivere l’umiliazione di lasciare la sua casa senza sapere dove andare. Non a 85 anni. Non in un Paese che si definisce civile.
L’appello
Con la scadenza ormai superata, l’auspicio è che Comune, servizi sociali e Regione individuino una sistemazione immediata e davvero dignitosa per l’anziana. Solo così questa vicenda eviterà di diventare l’ennesimo simbolo di un sistema che non riesce a vedere chi ha più bisogno.
La storia di Paola ci riguarda tutti. Perché misura il valore di una comunità: non da come tratta i forti, ma da come protegge i fragili.
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