fonte istituzionale
La sospensione del Consiglio Comunale di Foggia mostra una crisi profonda. Secondo Noi Forconi, la città non può essere ostaggio dei giochi di palazzo.
Un Consiglio sospeso che rivela una crisi più profonda
La sospensione dell’ultima seduta del Consiglio Comunale per mancanza del numero legale non è un semplice incidente procedurale. È il sintomo di una crisi più profonda, che riguarda il senso stesso della rappresentanza e il rapporto tra istituzioni e cittadini. Quando i consiglieri scelgono di non essere in aula, non stanno disertando un appuntamento: stanno disertando un dovere.
La sospensione dell’ultima seduta del Consiglio Comunale per mancanza del numero legale non è un semplice incidente procedurale. È il sintomo di una crisi più profonda, che riguarda il senso stesso della rappresentanza e il rapporto tra istituzioni e cittadini. Quando i consiglieri scelgono di non essere in aula, non stanno disertando un appuntamento: stanno disertando un dovere.
Il Consiglio è il luogo in cui si decide il futuro della comunità. È lì che si approvano bilanci, si discutono servizi, si affrontano emergenze.
Ogni assenza ingiustificata, ogni uscita strategica, ogni calcolo di convenienza politica pesa sulle spalle di chi vive la città ogni giorno: famiglie, lavoratori, imprese, giovani che cercano risposte e trovano invece porte chiuse.
La politica può anche permettersi di litigare. I cittadini no: loro non possono sospendere la vita quotidiana in attesa che i partiti risolvano le proprie tensioni interne. Non possono rimandare un problema perché “manca il numero legale”. Non possono aspettare che qualcuno decida se entrare o uscire dall’aula per convenienza.
Quando l’assenza diventa un danno per la comunità
Secondo Noi Forconi, ciò che è accaduto in Consiglio Comunale non è un episodio isolato ma l’ennesima dimostrazione di una politica che ha smarrito il senso del dovere. Quando i rappresentanti scelgono di non sedersi al proprio posto, non stanno colpendo una maggioranza o un’opposizione: stanno colpendo la città. Per noi la presenza non è un optional, è un obbligo morale verso chi ogni giorno affronta problemi reali senza poter “sospendere” nulla. Le istituzioni devono funzionare sempre, non solo quando conviene. Per questo chiediamo una svolta di responsabilità: chi è stato eletto deve esserci, discutere, decidere. Il territorio non può più permettersi amministratori che entrano e escono dall’aula come se fosse un teatro. Serve serietà, serve lavoro, serve rispetto per i cittadini.
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