Accordo UE-Mercosur
UE–Mercosur, intesa storica: miliardi di risparmi ma agricoltori in rivolta
Cosa prevede l’accordo UE–Mercosur
Dopo più di venticinque anni di trattative, l’Unione Europea ha finalmente sbloccato l’accordo con i Paesi del Mercosur: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. In questo modo ha dato vita a una delle più vaste aree commerciali del pianeta, con un bacino potenziale di circa 700 milioni di consumatori. Il via libera è arrivato grazie al raggiungimento della maggioranza qualificata, resa possibile anche dal voto favorevole dell’Italia. L’intesa prevede l’eliminazione della quasi totalità dei dazi doganali, con benefici stimati in miliardi di euro per le imprese europee. Tuttavia, l’accordo ha acceso forti tensioni tra agricoltori e associazioni dei consumatori, che temono una concorrenza sleale e rischi per la qualità e la sicurezza del cibo.
L’Italia vota si e oggi la firma dell’accordo
L’ok politico è stato dato dagli ambasciatori dei Ventisette riuniti nel Coreper. Hanno votato contro Francia, Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria, mentre il Belgio si è astenuto. Il cambio di posizione dell’Italia ha quindi spostato gli equilibri. Grande soddisfazione da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Infatti ha definito l’accordo una dimostrazione della capacità dell’Europa di agire come partner affidabile in uno scenario globale sempre più instabile. La firma ufficiale è prevista per il 12 gennaio in Paraguay.
Cosa prevede l’accordo UE–Mercosur
Il sì italiano è arrivato dopo una trattativa condotta dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha ottenuto alcune modifiche a tutela dei settori più esposti. In particolare, è stata abbassata dall’8% al 5% la soglia che fa scattare il cosiddetto “freno d’emergenza”. Questo meccanismo consente alla Commissione europea di intervenire e reintrodurre i dazi su prodotti sensibili: come carne bovina, pollame, riso e zucchero, laddove le importazioni crescono troppo o se i prezzi crollano oltre una certa soglia. Sono stati inoltre rafforzati i controlli alle frontiere per le merci in entrata.

I prodotti più a rischio: carne, pollame, riso e zucchero
Secondo le stime, l’accordo eliminerà circa il 91% dei dazi sulle esportazioni europee verso il Mercosur e il 92% su quelle provenienti da quell’area verso l’UE, con un risparmio annuo per le aziende europee di circa 4 miliardi di euro. Per l’Italia, l’intesa tutela 58 Indicazioni Geografiche, tra cui Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Prosecco e Aceto Balsamico di Modena. Per i prodotti più delicati sono previste quote di importazione limitate, ma ciò non è bastato a placare le polemiche.
Tutela dei settori sensibili e “freno d’emergenza”
L’accordo spacca l’Europa e agita il mondo agricolo. Anche nella maggioranza di governo italiana non manca il dissenso, con la Lega contraria. Le organizzazioni di categoria parlano di forti squilibri. Confagricoltura teme un’asimmetria strutturale a svantaggio degli agricoltori europei, mentre Copagri chiede massima attenzione agli effetti sul mercato. Le proteste si sono moltiplicate: in Italia e in diversi Paesi europei i trattori sono tornati in strada. Queste proteste hanno bloccato piazze e arterie principali, da Milano a Parigi e Bruxelles.
I timori su pesticidi, OGM e ormoni
Uno dei punti più contestati riguarda la sicurezza alimentare. Nonostante le rassicurazioni dell’UE sul rispetto degli standard sanitari e fitosanitari europei, associazioni di consumatori e agricoltori denunciano da tempo il rischio che arrivino sul mercato prodotti realizzati con criteri meno severi. Nei Paesi del Mercosur sono consentiti OGM, pesticidi e sostanze vietate nell’Unione Europea – come atrazina, clorotalonil e acefato – oltre all’uso di ormoni della crescita. Questo crea una forte disparità normativa e alimenta il timore che residui di sostanze proibite possano finire sulle tavole europee.

Voto del Parlamento europeo e ratifiche nazionali
Dopo la firma, servirà l’approvazione del Parlamento europeo. Il voto potrebbe arrivare già nella plenaria di Strasburgo del 20 gennaio.
Il clima si preannuncia teso, con nuove manifestazioni annunciate. Successivamente, l’accordo dovrà essere ratificato da tutti gli Stati membri dell’UE.
Dovrà poi ottenere il via libera anche dai Paesi del Mercosur. Solo allora l’intesa potrà entrare pienamente in vigore.
Nel frattempo, le opposizioni si stanno organizzando. La Polonia ha annunciato un ricorso alla Corte di Giustizia europea. In Francia, il Rassemblement National di Jordan Bardella prepara iniziative parlamentari contro l’accordo.
Anche le associazioni ambientaliste attaccano l’intesa. Greenpeace parla di un accordo dannoso.
Secondo l’organizzazione, rischia di compromettere gli sforzi globali contro il cambiamento climatico.
Il cammino dell’accordo, comunque, non è ancora concluso.
